Il bilancio pubblico – Alcune riflessioni

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Si parla molto di spread, deficit e cose simili. Raramente si trova una valutazione d’insieme del bilancio dello Stato, con evidenza delle cifre più significative. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Il bilancio dello Stato Italiano negli ultimi 25 anni – ma anche da prima – manifesta un livello di spese sistematicamente superiori alle entrate. Ed evidenzia anche un sistematico incremento del livello di spesa, con eccezione del 2010 (Governo Monti).

 

Nel 2018 a fronte di 579,4 miliardi di entrate (tasse), le spese totali ammontano a 897 miliardi di Euro, 624,8 miliardi di spese, 227,9 miliardi per rimborsare il debito e 45,0 miliardi di nuovo debito.

Fonte: Bilancio semplificato – Ministero dell’Economia e delle Finanze

Le principali voci di spesa del 2018 sono elencate nella tabella che segue.

Alcune considerazioni sono d’obbligo.

  • Spendiamo più per pagare gli interessi sul debito che per la pubblica istruzione, cioè per il futuro: 78,4 contro 50,6 miliardi;
  • Spendiamo 89,7 miliardi per la “Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali” (GIAS), a favore di alcune specifiche gestioni pensionistiche (Fondo pensioni lavoratori dipendenti, Gestione dei lavoratori autonomi, Gestione speciale minatori e il soppresso ENPALS) vale a dire pensioni sociali, prepensionamenti, integrazioni ai minimi e maggiorazioni sociali, oneri derivanti dai pensionamenti anticipati, le pensioni delle gestioni dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, pensioni di invalidità;
  • Per interessi sul debito pubblico e integrazioni pensionistiche spendiamo 168,1 miliardi, pari al 18,8% delle spese totali e ben il 29,1% rispetto ai 579,4 miliardi di entrate complessive, tolti i soldi che richiediamo al mercato finanziario ;
  • Ogni mese, mediamente, dobbiamo trovare qualcuno (i famosi mercati finanziari) che ci presti 23 miliardi;

E pensare che c’è ancora che gioca con il nostro futuro, e che sostiene che lo spread non è importante, che mangia pane e spread ogni mattina e che vuol fare tanto nuovo debito pubblico per la Flat Tax.

Nella tabella che segue possiamo vedere la maggior spesa per interessi causata dalle sparate del Governo Salvini-Di Maio, che pagheremo nei prossimi anni e che ci costerà quasi 20 miliardi di Euro. Già nel 2019 paghiamo maggiori interessi per 3,5 miliardi, 2,6 miliardi nel 2020, il resto, in base alle scadenze dei titoli di debito pubblico emessi, negli anni futuri.

Con questo quadro economico, nel quale gli oneri per le pensioni (… a favore dei giovani di ieri) e per gli interessi sul debito (… debito di cui hanno beneficiato i giovani di ieri) sono enormemente superiori agli investimenti per i giovani di oggi, sarebbe opportuna una profonda riflessione sulle varie voci di spesa che non generano sviluppo futuro, in primis Quota 100, un provvedimento che provoca un ulteriore aggravamento dello squilibrio generazionale.