Risposta al Sindaco: irrispettoso, io al lavoro, lui pagato per stare lì

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Ecco la risposta di Giuseppe Macrì, candidato sindaco del PD, inviata al sindaco Barletta che mal ha digerito le critiche mossegli per non aver celebrato la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate domenica 7 novembre, come hanno fatto ( l’evidenza nella mappa) la stragrande maggioranza delle amministrazioni locali, per permettere la partecipazione ai cittadini.

 

 

Irrispettoso: io al lavoro, lui pagato per stare lì

Evidentemente il sindaco Barletta si è sentito punto sul vivo. Ma un primo cittadino non può rivolgersi ad un avversario politico con affermazioni irrispettose come le sue. Se non è in grado di reggere le critiche senza offendere gli avversari eviti di rispondere, perché rappresenta la città, almeno per qualche mese ancora.

Cerco comunque di farle chiarezza sul tema.

Parto dalla sua domanda su dov’ero il giorno 4 novembre alle 9.30. Semplice, come tutti quelli che non hanno potuto partecipare alla commemorazione, ero al lavoro. Ragione per cui fino al 2019 la cerimonia è stata svolta la prima domenica utile.

Ricordo al sindaco Barletta che è pagato, anche dalle mie tasse, per fare il sindaco 365 giorni l’anno e, quindi, anche per partecipare agli “alzabandiera”.

Ricordo anche al sindaco Barletta, e ai cittadini non sfugge, che domenica 7 dicembre ha organizzato ben tre eventi, anche con concerto, che mal si conciliano con la scusa degli assembramenti.  Ecco il motivo per il quale, non volendo delegare forse perché affetto da presenzialismo, ha pensato di inventarsi delle scuse poco plausibili per non celebrare la giornata dell’Unità Nazionale, come in tutti gli altri Comuni, domenica 7 novembre.

Era il 1987 quando all’età di 13 anni ho partecipato al mio primo corteo del 4 novembre, sempre alla prima domenica utile, suonando proprio la Leggenda del Piave e la Canzone del Grappa. Da allora ho partecipato a tutti i festeggiamenti della giornata dell’Unità Nazionale. Ho visto Davide Barletta solo quei pochi anni che ha fatto l’assessore di Marone e in questi anni da sindaco. Non era giorno lavorativo, dov’era nelle altre occasioni?

Sarebbe opportuno che un sindaco sappia che deve unire i cittadini, anche in queste cerimonie, favorendo la partecipazione alle scelte e alla vita della città. Se non è in grado di fare questo, almeno dalla prossima volta, nel rispondere alle critiche consideri gli eventi che ha lui stesso organizzato e magari, se ci riesce, utilizzi delle parole adatte a garantire rispetto ed educazione verso tutti, avversari compresi.

Giuseppe Macrì