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Veltroni sfida il premier PDF Stampa E-mail
 
Scritto da administrator, 29-01-2009 13:37
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D'Alema: il partito si giovi di più e con meno sospetti del mio lavoro
 
Veltroni sfida il premier
 
«Confronto tv sulla crisi»
Il leader pd: il nostro progetto non si configura con la forza necessaria, negarlo non sarebbe onesto
ROMA — «Villari ha ragione quando dice che potrà tornare nel partito solo con un Pd diverso. Potrà rientrare solo se ci sarà un leader diverso, non con me»: Walter Veltroni, a Porta a Porta, ha liquidato con un paio di battute il caso del presidente (rimosso d'ufficio) della Vigilanza Rai. «Parliamo di una persona che si è incollata con il vinavil alla poltrona, mentre mi aveva detto che si sarebbe dimesso». E poi: «Spero che entro pochi giorni possa essere eletto Zavoli». Ma prima di entrare nel vivo della trasmissione, Veltroni ha corretto il titolo della puntata «Adesso parlo io» scelto dagli autori: «Preferisco la parola noi».
Il leader del Partito democratico, ora in Sardegna per la campagna elettorale per le Regionali, sulla crisi ha sfidato Berlusconi: «Invito il presidente del Consiglio a un faccia a faccia pubblico». E ha aggiunto: «Serve un piano nazionale », «non bastano le battute del Cavaliere su Kakà, Fiorello e sulle gemelle del-l'Isola dei famosi». Veltroni ha criticato il governo sulla riforma dei contratti: «Avrebbe dovuto cercare un accordo con tutte le parti sociali», ha detto, ma anche auspicato che «la Cgil non sia un fortilizio settario» e accetti «l'innovazione riformista».
Sui sondaggi che danno il Pd al 26%, ha ammesso che «è il dato peggiore fino a oggi, ma è comunque superiore a Ds e Margherita insieme. Certo, il nostro progetto per ora non ha la forza necessaria e se negassi questo non sarei onesto. Bisogna recuperare la freschezza iniziale perché quando il Pd è dominato da vecchie logiche non va bene». Veltroni ha però sostenuto che il partito non è stato condizionato dall'Idv («ma quando mai?») e ha annunciato che subito dopo le Europee sarà convocato il congresso. Veltroni ha anche affermato che «l'Udc non può stare all'opposizione a livello nazionale e con il centrodestra nelle giunte locali». E sull'ipotesi di accordo nella maggioranza sulle intercettazioni, ha dribblato: «Non sono un battutista. Commenterò solo dopo aver letto il testo». Capitolo federalismo: ha escluso trattative segrete con la Lega («mai parlato con nessuno») e ha sottolineato che la riforma «per ora è solo una dichiarazione di intenti», che sarà vanificata «se il governo non porterà le cifre alla Camera». E ancora, sulle riforme, «siamo pronti a votare il pacchetto Violante, se il governo partirà da quel testo», che prevede il dimezzamento del numero dei parlamentari.
Pomeriggio in tv anche per Massimo D'Alema, ospite a Sky, dove ha affermato che con Veltroni «si può dire che fra noi ci sia un rapporto di amicizia» e che «il Pd è un progetto valido ma oggi in difficoltà» e «va rilanciato». D'Alema ha però anche chiesto il Pd «si giovi di più e con meno sospetti» del «mio lavoro culturale» nella Fondazione ItalianiEuropei.
Paolo Foschi
28 gennaio 2009
Corriere della Sera

Ultimo aggiornamento: 02-07-2009 16:06

Tags : Articoli, Politica, Veltroni sfida il premier
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