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Veltroni ......il giorno dopo! PDF Stampa E-mail
 
Scritto da administrator, 22-02-2009 13:01
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Veltroni a Villa Borghese, poi Dario va a casa sua

di Marcella Ciarnelli

 

Non c’è. Ha mantenuto l’impegno. Neanche l’insistenza dei fedelissimi ha avuto la meglio sulla decisione di Walter Veltroni di non essere presente alla Fiera di Roma, lì dove l’assemblea del Partito democratico si appresta a decidere sull’elezione del nuovo segretario. L’intenzione di non attrarre su di sé l’attenzione distogliendola da tutto il resto non è stata scalfita dal ragionamento di nessuno degli amici. Ma l’assenza è diventata una presenza. Di Veltroni non ha potuto fare a meno di parlare nessuno di quanti sono intervenuti dal palco. E molti in sala. Gli “orfani” e i “critici”. Nella lunga prima fila della dirigenza non c’era nessuna sedia vuota. Me è sembrato come se ci fosse. Forse due. Poiché la giornata è stata di quelle in cui, inevitabile, anche il nome di Romano Prodi è stato spesso evocato.

YouDem ha cominciato a trasmettere la diretta. Walter Veltroni ne ha seguito una parte, poi se n’è andato con la moglie Flavia a passeggio per Villa Borghese. Senza scorta, come aveva chiesto nel momento della conferma delle sue dimissioni. Quattro passi nel parco. Poi il ritorno a casa per ascoltare il discorso di Dario Franceschini l’erede designato e confermato dal voto dell’assemblea. A caldo, quasi sugli applausi, Veltroni non ha voluto far mancare il suo appoggio all’amico «leale». «Dario è la persona giusta per guidare il Pd», è il primo commento per un segretario «per le nuove sfide e i successi che il partito merita». «La prima persona alla quale parlai delle mie dimissioni è stato lui. Gli dissi che avrei voluto fosse lui a guidare il Partito democratico verso le elezioni e il congresso. Dario è un uomo politico leale, forte e che crede in quel progetto del Pd come un soggetto nuovo che sia perno del riformismo italiano. Questa era l'ispirazione del Pd al Lingotto, nelle primarie e anche nella campagna elettorale».

Forza Juventus
Onore al vincitore. Ed un «caloroso» augurio di buon lavoro. Poi, nel pomeriggio, un incontro privato a casa dell’ex segretario. I due non si sentivano dalla sera prima perché nella complessa mattinata di ieri Veltroni non aveva voluto in alcun modo interferire. Commenti sull’accoglienza, sul dibattito, sul clima della lunga giornata. Ancora qualche telefonata. Niente cellulare ma il telefono di casa. Alle 20,30, al fischio d’inizio della partita Palermo-Juventus, il deputato «normale» Walter Veltroni si è concesso il lusso di fare solo il tifoso di quei bianconeri da cui, negli anni da sindaco della Capitale, aveva dovuto marcare un certo distacco, almeno nell’ufficialità, con due squadre a contendersi il cuore di Roma.

Ieri sera, dunque, l’ex segretario del Pd ha chiuso la giornata più lunga nel salotto di casa, davanti alla tv. A guardare la squadra del cuore. Una espressione di normalità nella consapevolezza, già espressa, della necessità imprevista di dover scandire in modo diverso i tempi della giornata. Intanto il 28, poiché è programmata una settimana di sosta nei lavori parlamentari, l’ex segretario volerà a New York dove studia la figlia. Non si vedono da Natale. E’ normale avere nostalgia.
 
22 febbraio 2009
La Stampa

Ultimo aggiornamento: 22-02-2009 18:34

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