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Le bugie di Berlusconi sulla scuola PDF Stampa E-mail
 
Scritto da on. Vico (Area sapere PD), 13-11-2008 18:59
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Indice articolo
Le bugie di Berlusconi sulla scuola
Controdossier

 

PREMESSA

Il Governo e il centrodestra continuano a fare disinformazione e confusione sui provvedimenti legislativi inerenti la scuola e l’università che sono stati finora approvati. In tal senso, il Governo ha promosso e favorito la circolazione di informazioni e dati fuorvianti rispetto alla realtà dei fatti. L’obiettivo principale dei provvedimenti, infatti, è quello di occultare i tagli pesantissimi e indiscriminati che si abbatteranno sulla scuola pubblica nel prossimo triennio. Tagli contro cui abbiamo condotto una durissima battaglia di opposizione in Parlamento e che sono contestati in tutto il Paese da uno straordinario movimento di massa composto da genitori, insegnanti, studenti, docenti universitari, dalle organizzazioni sindacali, dalle Regioni e dagli Enti Locali. Fallita, dunque, la campagna mediatica basata esclusivamente sugli spot, da un lato si continuano a raccontare bugie colossali (vedi il dossier di Berlusconi sulle presunte bugie della sinistra) e dall’altra, si tenta di alzare un polverone per non dare conto con chiarezza agli italiani delle gravi scelte fatte. Scelte che minano le fondamenta dell’istruzione pubblica, sia scolastica che universitaria, del nostro Paese.

In primo luogo, appare fondamentale sapere che le norme contestate sono contenute in tre decreti legge.

1. Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella Legge 6 agosto 2008 n.133 (manovra economica estiva).

Per la scuola sono stati previsti, per il prossimo triennio, tagli per circa 8 miliardi di euro e per circa 132.000 posti di lavoro. Inoltre, è stato previsto un piano programmatico e una serie di regolamenti finalizzati ad attuare i tagli stessi.

Per l’Università sono previsti, a partire dal 2010, tagli per 1 miliardo e 400 milioni di euro, il blocco del turn over (potrà essere assunto solo un giovane docente ogni cinque professori che vanno via dalle Università e se si considerano anche i tagli all’ FFO -il Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università che costituisce la principale fonte di entrata per le Università statali- potrà essere sostituito un solo docente su circa otto) e la trasformazione delle Università in Fondazioni (possibile anche se non obbligatoria).

2. Decreto legge 1° settembre 2008, n. 137 (decreto Gelmini) convertito nella Legge 30 ottobre 2008, n. 169

Il decreto, all’articolo 4, prevede l’istituzione del maestro unico e l’orario settimanale a 24 ore nella scuola primaria (o elementare). Negli altri articoli si stabilisce, inoltre, il ritorno al voto in condotta nella scuola media (nella scuola superiore c’è già) e si prevede che tale voto faccia media ai fini dell’esito finale dell’anno scolastico; il ritorno al voto numerico nella scuola elementare e nella scuola media (nella scuola superiore c’è già); l’introduzione della sperimentazione di “Cittadinanza e Costituzione” (la cosiddetta educazione civica) senza però prevedere un monte ore dedicato né risorse per i sussidi didattici. E’ emblematica, poi, la vicenda del grembiule di cui la Ministra tanto ha parlato sugli organi di stampa. Infatti, in relazione a questo provvedimento, non è arrivata alcuna comunicazione scritta alle scuole.

3. Decreto Legge del 7 ottobre 2008, n. 154 recante "Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali".

Nel decreto è stato inserito un articolo che prevede il commissariamento delle Regioni che non approvino il piano di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche entro il 30 novembre. Tutte le Regioni (sia quelle governate dal centrosinistra che dal centrodestra) hanno chiesto al Governo di ritirare questa norma e hanno bloccato i lavori della conferenza unificata che, per questo motivo, non ha ancora espresso il parere sul piano programmatico attuativo del decreto 112.



Ultimo aggiornamento: 02-07-2009 16:10

Tags : Articoli, Politica, Le bugie di Berlusconi sulla scuola
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