| 
     
PD News Rassegna stampa Varie

Germania-Italia: il cammino (stretto) dei riformisti PDF Stampa E-mail
 
Scritto da administrator, 27-01-2009 13:52
Valuazione utenti    (0 voto)
Pagina vista 80
Favoriti 8

Le recenti elezioni regionali in Assia (Germania) hanno riacutizzato la crisi della sinistra riformista. I cristiano-democratici si confermano prima forza, mentre la SPD patisce un brusco arretramento di 13 punti percentuali. In una fase storica afflitta da una grave depressione economica, la sinistra moderata perde terreno: mentre il capitalismo – nella sua versione più spregiudicata e speculativa – ha la febbre alta, gli elettori ripongono maggiore fiducia nelle terapie elaborate dalle forze conservatrici e liberali. La Terza Via è sotto scacco. Se è vero che non si può prescindere dai fattori locali che hanno determinato il voto nel Land tedesco, in altrettanta misura non si può trascurare la netta crescita dei Liberali (+6,8 per cento) e, dall’altro, dei Verdi (+6,2 per cento), mentre la CDU-CSU ha prevalso con un marginale incremento rispetto ai voti raccolti un anno prima. Difficile e delicato inferire dal piano locale a quello nazionale, ma certo ecologisti e liberali potrebbero essere gli attori decisivi delle elezioni federali del prossimo settembre. Innanzi tutto, la grande coalizione che guida il paese da quasi 5 anni è soggetta a provocare l’insoddisfazione dell’elettorato estremo ed ideologizzato, che si contenta poco di soluzioni di compromesso. I socialdemocratici, inoltre, sono caduti in una tenaglia: da un lato non possono avanzare proposte troppo progressiste ad Angela Merkel con la quale governano (Frank-Walter Steinmeier è Vice Cancelliere e Ministro degli Esteri, nonché candidato in pectore come futuro Cancelliere socialdemocratico), dall’altro, spostandosi troppo al centro, sono scavalcati alla loro sinistra dal Die Linke che in Assia ha, di poco, superato la soglia del 5% (ma la percentuale nazionale potrebbe rivelarsi ben più temibile). La SPD si trova perciò ingabbiata fra la sinistra-sinistra e il centro politico, con il rischio che lo sbilanciamento mutevole da una parte o dall’altra la porti solo a perdere una parte dell’elettorato radicale (se la SPD si presentasse come una copia appena più riformista dei democristiani) o moderato (che rigetta ogni ammiccamento alle forze che stanno sulle ali dello spettro politico). La prospettiva dei socialdemocratici è perciò asfittica e sbiadita, tanto che i Verdi possono avvantaggiarsene presentando una piattaforma politica più all’avanguardia, innovativa e con un appeal, un’energia, che può attrarre elettori delusi e poco motivati. Questa impasse presenta alcune analogie con la situazione in cui cerca di divincolarsi, in Italia, il Partito Democratico. Qui, tuttavia, è importante introdurre un’importante distinzione a livello di spazio politico. Se il principale competitor per Palazzo Chigi è il PDL, nell’ambito del centro-sinistra l’alleato-rivale dal quale il PD deve guardarsi è l’Italia dei Valori. Il nodo sta, però, nel fatto che la formazione dipietrista ha deciso di lanciare la sua “Opa” all’elettorato Democratico non tanto competendo sull’asse economico sinistra-destra (più tasse e redistribuzione delle risorse, oppure meno tasse e più spazio alla competizione privata), quanto sulla rediviva dimensione dell’anti-berlusconismo e, più in generale, dell’anti-politica e della lotta alla corruzione e ai privilegi della “casta”. Questa mossa ha spiazzato la stessa Sinistra Arcobaleno che ha visto prosciugato il proprio bacino elettorale: lungo la dimensione economica, è prevalsa la proposta pragmatica di alleggerimento della pressione fiscale da parte del PD; riguardo, invece, la contrapposizione al Cavaliere, è stata l’IDV ad apparire maggiormente credibile; a quanto detto, si aggiunga l’influenza del voto strategico stimolato dal premio di maggioranza previsto dal sistema elettorale e l’eredità negativa legata alla conflittualità dell’Unione prodiana. Nonostante la sinistra radicale non rappresenti più (almeno allo stato attuale) un cosiddetto “blackmail party”, l’andamento del Partito Democratico nei sondaggi elettorali è in calo, tanto da essere sceso intorno al 25%; dacché, il PDL avrebbe 10-15 punti percentuali di vantaggio, col rischio che la formazione berlusconiana diventi un partito dominante nel sistema politico italiano. Veltroni ha il compito primario di scongiurare questa prospettiva. Per recuperare il terreno perduto, l’ex-Sindaco di Roma deve affrontare tre difficili problemi: ridurre il frazionismo interno; ridimensionare la salienza dell’anti-berlusconismo per tagliar l’erba sotto i piedi dell’IDV e catturare i voti dei delusi dal centrodestra; last but not least, puntare su una comunicazione davvero efficace. Il PD deve presentarsi come un’opposizione coesa che attende solo le prossime elezioni per poter tornare quanto prima al governo e, di lì, riuscire a suscitare un sentimento di alternativa credibile nell’elettorato.

Rassegna stampa politica pubblica

Ultimo aggiornamento: 02-07-2009 16:07

Tags : Articoli, Esteri, Germania-Italia: il cammino (stretto) dei riformisti
Cita quest'articolo nel tuo sito web Favorito Stampa l'articolo Invia a un amico Tag verso del.icio.us

Commenti utenti (0) File RSS dei commenti

Nessun commento postato

Aggiungi il tuo commento



mXcomment 1.0.9 © 2007-2012 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
< Prec.   Pros. >
Copyright © 2009-2010 Pdgarbagnate.it Tutti i diritti riservati.
Pdgarbagnate.it è una realizzazione di Claudio F.basata su software Joomla versione 1.0x.
Contenuti a cura di sebanda