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I Vescovi : Libertinaggio , atto grave ! PDF Stampa E-mail
 
Scritto da administrator, 08-07-2009 16:21
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Il caso

Il giudizio dei vescovi
«Libertinaggio atto grave»

Monsignor Crociata: «Non è un affare privato». Il Pdl: parole da non strumentalizzare. L’Udc: no, condivisibili

Monsignor Mariano Crociata (Eidon)
Monsignor Mariano Crociata (Eidon)
ROMA — È vero che Silvio Berlusconi non viene citato e che, come dice il Pdl a difesa del suo leader, «si tratta di un messaggio valido per tutti» e non per uno solo. Ma questa volta, tra i cattolici, a puntare il dito contro «il libertinag­gio» che non può essere consi­derato semplicemente «un af­fare privato» non è più solo Famiglia Cristiana . A denun­ciarlo, con parole che posso­no far pensare alle frequenta­zioni femminili del Presidente del Consiglio a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli, è il segreta­rio generale della Cei, Maria­no Crociata. E ciò a pochi gior­ni dalla denuncia sul «degra­do morale» fatta dal presiden­te della stessa Conferenza epi­scopale, il cardinale Angelo Ba­gnasco.

Monsignor Crociata parla a Le Ferriere, provincia di Lati­na, in un’omelia dedicata alla memoria di Santa Maria Goret­ti: «Assistiamo ad un disprez­zo esibito nei confronti di tut­to ciò che dice pudore, sobrie­tà, autocontrollo: c’è sfrenatez­za e sregolatezza nei compor­tamenti sessuali e sfoggio di un libertinaggio gaio e irre­sponsabile che invera la paro­la lussuria; salvo poi, alla pri­ma occasione, servirsi del ri­chiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere». E qui parte l’affondo: «Nes­suno deve pensare che in que­sto campo non ci sia gravità di comportamenti o che si trat­ti di affari privati, soprattutto quando sono implicati mino­ri, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio».

«Qui - conclude - non è in gio­co un moralismo d'altri tem­pi, superato ma è in pericolo il bene stesso dell'uomo». Subito insorge il Pdl e fa quadrato attorno al suo lea­der: «Le parole pronunciate dal segretario generale della Cei contro il libertinaggio 'ga­io e irresponsabile' sono asso­lutamente condivisibili - de­nuncia Osvaldo Napoli - Se in calce a questi giudizi si mette una nota 'ogni riferimento a fatti e persone è puramente ca­suale', sarebbero in pochi a crederlo. Ma è così: un uomo di Chiesa condanna i peccati e punta al riscatto dei peccatori. Ogni altra lettura punta a stru­mentalizzare il suo pensiero in chiave politica. E la Confe­renza episcopale, come è noto a tutti, non fa politica». Di diverso avviso l’udc Lu­ca Volonté: «Auspico che le pa­role del segretario della Cei vengano condivise non solo da quei critici sapientoni e di­stributori di patenti, ma an­che da coloro che hanno mali­gnato sui troppi silenzi della Chiesa sulla crisi morale. Le parole di monsignor Crociata mettono in evidenza la neces­sità che le norme morali più elementari vengano rispettate da tutti. Non si può immagina­re una persona scissa tra liber­tinaggi privati e coerenza pub­blica, specie se ricopre alte ca­riche istituzionali».

R. Zuc.
07 luglio 2009

Corriere della Sera


Ultimo aggiornamento: 08-07-2009 16:21

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