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Fioccano i licenziamenti PDF Stampa E-mail
 
Scritto da administrator, 12-03-2009 15:55
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Il sindacato polemico sui fondi: sistema centralizzato alla faccia del federalismo

Licenziamenti, più 50 per cento
Cassa integrazione triplicata

La Provincia: in due mesi la crisi ha toccato 12.700 famiglie. Penati: Regione immobile

 

Presidio dei lavoratori bancari davanti alla sede Abi contro i licenziamenti (Corradini)
Presidio dei lavoratori bancari davanti alla sede Abi contro i licenziamenti (Corradini)
MILANO - Febbraio 2009, la crisi morde Milano. I dati su cassa integrazione e mobilità del mese appena trascorso parlano chiaro: la provincia della Madonnina, che finora aveva retto senza troppi danni all'onda della recessione, ora accusa il colpo. Partiamo dalle persone in mobilità e quindi licenziate. Ben 3.343 hanno perso il posto tra gennaio e febbraio, più 53,56 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008. La cassa integrazione autorizzata (ordinaria e straordinaria) nei primi due mesi dell'anno è aumentata del 161 per cento. Ipotizzando che la cassa abbia riguardato lavoratori a tempo indeterminato a casa a zero ore, le persone coinvolte sarebbero poco meno di 8.500. Per finire, la cassa integrazione in deroga, riservata ai servizi e alle imprese con meno di 15 dipendenti. In questo caso l'aumento è del 400 per cento: da 191 a oltre 900 lavoratori coinvolti.

Tirando le somme, nei primi due mesi dell'anno, la crisi ha toccato 12.700 famiglie. «Di fronte a una situazione così grave, è sconcertante l'immobilità della Regione» attacca il presidente della Provincia, Filippo Penati. Continua intanto la polemica sulle risorse per la cassa integrazione. «Checché ne dica la Regione, i soldi sono finiti e quelli stanziati a Roma non ci sono. Fondi esauriti» ribadisce il segretario generale della Cisl lombarda, Gigi Petteni. I fondi per la cassa in deroga presi a prestito (31 milioni) dalle risorse per la crisi di Malpensa sono finiti a febbraio. Altri dieci milioni sono stati stanziati via decreto. Ma senza la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale restano sulla carta. E comunque, una volta arrivati in Lombardia, basteranno a pagare la cassa per meno di tre settimane.

Ma il problema è anche un altro. In questi giorni si stanno definendo a Roma i criteri per attribuire nuovi fondi per gli ammortizzatori. «Si sta inventando un sistema centralizzato alla faccia del federalismo — contesta Gigi Petteni della Cisl —. Il sospetto è che si usi un surplus di burocrazia per scoraggiare le imprese ». Dal canto suo l'assessore regionale al Lavoro, Gianni Rossoni, non pare preoccupato: «Aprire una vertenza col governo è del tutto fuori luogo».

Rita Querzé
12 marzo 2009

Corriere della Sera

Ultimo aggiornamento: 12-03-2009 15:55

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