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Controdeduzioni sull'Area di via Vittorio Veneto - Garbagnate M.se PDF Stampa E-mail
 
Scritto da Administrator, 03-02-2009 15:24
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CONTRODEDUZIONI SULL’ ESPOSTO DI VIA V. VENETO

Le spiegazioni del Comune, offerte in Consiglio Comunale ed alla stampa, relativamente al programma integrato di intervento in corso di realizzazione in via Vittorio Veneto, sono assolutamente incomplete e contradditorie.

Per chiarire i contorni della vicenda, val forse la pena di riepilogare alcuni passaggi salienti:

1) Partiamo dalla convenzione, che viene stipulata (con rogito notarile) il 15/6/2007 (quando, cioè, l’attuale Amministrazione era già insediata): la convenzione - che viene sottoscritta senza alcuna modifica rispetto alla bozza predisposta dall’Amministrazione Zoppè e approvata dal Consiglio Comunale - prevedeva quanto segue:

 

a. la realizzazione, a cura e spese dell’operatore privato, di un edificio pubblico destinato a centro polifunzionale di superficie di pavimento pari a mq 1000 circa;

b. la cessione gratuita al Comune e la contestuale sistemazione, a cura e spese dell’ operatore privato, di un’area a verde pubblico attrezzato di superficie pari a mq 13.442;

c. la realizzazione di edifici privati di volume pari a 15.000 mc. su di un’area con superficie fondiaria pari a mq. 7.568 (quindi con indice di edificabilità fondiaria inferiore ai 2,00 mc/mq, previsti come limite dal documento di inquadramento dei programmi integrati di intervento approvato dal Consiglio Comunale).

 

2) Il permesso di costruire (che viene rilasciato in data 5 novembre 2007, con ritiro in data 9 novembre 2007) non riguarda l’intero complesso privato, ma solo una parte di esso, per consentire all’operatore una parziale modifica al progetto stesso, modifica auspicata dall’Amministrazione comunale, ma non meglio precisata;

 

3) Con domanda del 25/2/08, viene richiesta dall’operatore privato una variante (rilasciata il 24/6/08) che modifica leggermente l’impostazione originaria del progetto, confermando però l’impostazione tipologica;

 

4) A questo punto l’ Amministrazione comunale (con deliberazione del Consiglio Comunale del luglio 2008) decide, a maggioranza, di rinunciare alla costruzione dell’ edifico polifunzionale previsto (forse perché non ritenuto necessario per i giovani di Garbagnate ...), optando per la monetizzazione delle somme previste per la sua costruzione. In vista della decisione consiliare il Comune fa sottoscrivere all’Operatore privato un “atto unilaterale d’obbligo” con il quale, l’operatore, si impegna a versare la somma di € 1.137.624,00 (tanto valeva il centro polifunzionale alla data della sottoscrizione della convenzione: giugno 2007) entro il 31/10/08; la superficialità dell’Amministrazione qui viene alla luce in maniera lampante: l’”atto unilaterale d’obbligo” non viene nè registrato nè trascritto, così il suo valore è affidato esclusivamente alla buona volontà dell’operatore, ma il Comune non avrebbe potuto “costringere” l’operatore al rispetto dell’obbligo assunto. Tanto è vero che, l’operatore che sottoscrisse la convenzione cedette l’iniziativa ad altro operatore senza trasferire l’obbligo di monetizzare il centro polifunzionale. Il Comune non ha proceduto, come invece avrebbe dovuto, a modificare la convenzione stipulata (che, così, ancora oggi prevede la costruzione del centro polifunzionale che invece non si farà mai!).
Inoltre, nel luglio del 2008, a distanza cioè di oltre un anno dalla data di sottoscrizione della convenzione, il Comune non ha ritenuto di adeguare il valore del centro polifunzionale, nemmeno all’inflazione registrata in quel lasso di tempo. Qui è opportuno soffermarsi un attimo per rammentare come sia ben più conveniente per un operatore privato monetizzare e definire una volta per tutte il valore di una obbligazione, piuttosto che costruire direttamente, ad un prezzo bloccato, un’opera per il Comune, che nel corso della costruzione può subìre (e regolarmente subìsce) aumenti di costi di materiale o di manodopera.
E’ curioso constatare che l’Amministrazione mostra di accorgersi che l’operatore è cambiato solo dopo l’interpellanza presentata dal consigliere del Partito Democratico Salvatore Crucitti...

 

5) Quando l’Amministrazione si sveglia dal proprio torpore cerca di rimediare alla precedente leggerezza gravissima e chiama il primo operatore (quello che sottoscrisse la convenzione) a provvedere alla monetizzazione del centro polifunzionale.

Il versamento viene effettuato il 29/12/08 senza che il Comune abbia richiesto, non solo l’aggiornamento del valore del Centro polifunzionale per un intero anno trascorso, ma nemmeno l’applicazione di un qualsivoglia interesse di ritardato pagamento per il mancato rispetto della scadenza del 30 ottobre fissata in quel famoso “atto d’obbligo unilaterale”. Solo in questo modesto passaggio sono annidate una serie impressionante di irregolarità e di responsabilità contabili e amministrative, per evidente danno economico provocato alle casse comunali.

Qualunque altro cittadino che dovesse versare al Comune oneri di urbanizzazione per costruire un piccolo ampliamento di casa sua provi a ritardare di un solo giorno il versamento stesso e si vedrebbe applicare, senza possibilit di scampo, il 20% di aumento!

 

6) Ma la cosa sconcertante (anche se la classifica delle cose sconcertanti in questa vicenda è davvero ardua) è che a settembre del 2008 inizia la predisposizione del cantiere, con tanto di cartelli che indicano la proprietà, l’impresa, il direttore dei lavori, ecc….; le disposizioni vigenti impongono al committente la preventiva comunicazione dell’inizio dei lavori al Comune. Sembra, invece, che il Comune non fosse a conoscenza nè del nominativo della nuova proprietà né di quello dell’impresa che aveva iniziato i lavori, come si desume dalle affermazioni della responsabile dell’UTC che, solo dopo l’esposto presentato dalle minoranze, scopre che la proprietà è cambiata.
E’stato anche dichiarato che sono stati dati dall’Ufficio Tecnico Comunale i punti fissi di allineamento e di quota dei nuovi fabbricati privati.
Iniziano i lavori di sbancamento che riguardano l’intera area fondiaria, senza che (contrariamente al progetto approvato) venga lasciato un minimo di superficie drenante.
Diventa così di tutta evidenza che i fabbricati che sono in corso di costruzione non hanno l’impianto tipologico previsto nè dalla convenzione approvata nè dalla prima variante al permesso di costruire rilasciata.
Iniziano i getti strutturali con la predisposizione dei muri perimetrali, vani scala, pilastri e solai: risulta perciò evidente a tutti che in quel luogo si stanno realizzando due enormi casermini e non gli edifici isolati originariamente previsti. I potenziali acquirenti cominciano a non capire più se le case che stanno per acquistare sono quelle che vengono mostrate loro in cantiere dai venditori oppure quelle che risultano dai disegni depositati in Comune.
Quando vengono richiesti chiarimenti nessuno risponde con chiarezza.
Come è noto a chiunque abbia realizzato anche un solo box per auto, prima dell’inizio dei lavori debbono essere presentati i progetti dei cementi armati: dove sono quelli dell’insediamento di via Veneto? Quelli depositati sono corrispondenti alle opere che sono in corso di costruzione?

 

7) soltanto in data 2 dicembre 2008 viene presentata una variante al progetto originario che modifica sostanzialmente l’impianto dei fabbricati e finalmente propone due enormi casermini al posto delle precedenti palazzine.
Ma la variante presentata segue un procedimento ordinario e non viene classificata (come invece avrebbe dovuto fare il richiedente prima e il Comune poi) con IN SANATORIA. In questo caso, l’eventuale approvazione della medesima variante comporta il pagamento del doppio degli oneri di urbanizzazione!
Un’altra domanda inquietante viene spontanea: perchè il Comune, dopo aver visto la variante del 2 dicembre presentata dall’operatore non ha sospeso cautelativamente i lavori?
Come mai la tanto declamata “Commissione Paesaggistica” che è stata voluta dalla Giunta Marone solo per eliminare i più stringenti controlli della Commissione Edilizia, non è stata coinvolta in quella che si materializza come una radicale modifica ad un progetto che può incidere negativamente sul contesto?

Inoltre, chiunque lo voglia, potrà accertare che la quota del piano rialzato dei nuovi casermini è assolutamente incompatibile con le case unifamiliari esistenti in via Vittorio Veneto e che la distanza dall’argine del Canale Villoresi è inferiore ai 20 metri stabiliti dal Piano Regolatore: nel punto più vicino, l’ecomostro è a circa 17,5 metri! Poichè gli edifici sono disassati rispetto al canale, qualcuno ha decisio di verificare la distanza più favorevole?
Questa eventuale irregolarità è insanabile. Che provvedimenti sono stati presi?

 

Il Sindaco è informato che , al controllo dei funzionari della ASL, avvenuto tra Novembre e Dicembre u.s., essi sono stati oggetto di aggressioni verbali e di velate minacce tanto da richiedere l'intervento dei Carabinieri della locale stazione?

Conclusione: una iniziativa che avrebbe potuto qualificare una parte del territorio comunale sia attraverso la realizzazione di una struttura pubblica di aggregazione, sia mediante la costruzione di fabbricati residenziali che, per tipologia, avrebbero completato la zona, per la gestione dissennata, superficiale e colpevolmente omissiva del Comune sta assumendo i connotati di un guasto irreparbile al territorio.

I Consiglieri di opposizione vogliono andare a fondo di questa gravissima situazione e portare alla luce gli eventuali illeciti che si sono susseguiti nella gestione di questa vicenda e non si accontentano certo delle burocratiche e non convincenti risposte del Comune.

· documento sottoscritto da tutti i Gruppi Consiliari di Opposizione


Partito Democratico Garbagnate Mil.se
Area Commissione al Territorio

 
 

 

Ultimo aggiornamento: 05-02-2009 11:47

Tags : Consiglio Comunale, Consiglio Comunale, Controdeduzioni sull'Area di via Vittorio Veneto - Garbagnate M.se, Area Polli
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