Abbiamo avuto modo di leggere le “precisazioni” dell’Amministrazione Comunale in merito alle dichiarazioni di Sandro Fumagalli, capogruppo del Partito Democratico.
Da sindaci che hanno contribuito a rendere Garbagnate la città che oggi è, reputiamo importante rispondere a quanto “precisato”.
Chi conosce la storia di Garbagnate sa quanto è costata alla città la grande immigrazione degli anni ’60, ’70 e ’80: la città ha visto la crescita esponenziale della propria popolazione in seguito all’insediamento dell’Alfa Romeo e dell’indotto. Sono arrivati migliaia di lavoratori con le proprie famiglie, per lo più giovani coppie: e Garbagnate ha saputo essere città accogliente, mettendo in cantiere servizi e strutture al passo con i tempi. Oggi Garbagnate è ancora una città che sa “accogliere”, ma ora tocca a cittadini che provengono da altri paesi, e che comunque lavorano per la nostra economia.
Gli anni che hanno caratterizzato le nostre amministrazioni sono stati dedicati a fare in modo che la città crescesse con un pensiero urbanistico preciso (le esperienze del Quadrifoglio e del Trifoglio non dovevano e non potevano essere ripetute), una città policentrica, dove ogni quartiere avesse a disposizione i servizi essenziali come le scuole; perciò la realizzazione dei servizi all’infanzia, l’adeguamento degli impianti fognari e le infrastrutture per il rispetto dell’ambiente, l’ampliamento delle rete del gas metano (oggi la città è pressoché totalmente coperta dalla rete di distribuzione del gas), la tutela del verde - con la realizzazione di più di 700.000 mq di parchi pubblici cittadini e l’assoluta priorità relativamente al parco delle Groane – sono stati gli obiettivi cui lavorare, costantemente.
Ci siamo fatti carico dei problemi del lavoro, favorendo la fuoriuscita delle attività dal centro cittadino. Abbiamo governato il periodo di deindustrializzazione della zona, che ha significato per la nostra città la cassa integrazione e la perdita del lavoro per molti nostri concittadini, con la ricerca di nuove occasioni.
Abbiamo lavorato per la qualificazione della rete viaria cittadina e per la realizzazione di infrastrutture stradali, come la rete di tangenziali esterne e il sottopasso (invitiamo l’amministrazione a chiedere ai cittadini della zona e alle migliaia di automobilisti che percorrono giornalmente la Varesina e la provinciale se è da considerare un’opera inutile e soprattutto chiediamo cosa si aspetta a concludere gli interventi)
E’ nata la biblioteca di Corte Valenti, vero centro culturale della città. Abbiamo lavorato perché Garbagnate fosse elemento decisivo nelle scelte di carattere sovracomunale.
Abbiamo avuto grande attenzione e rispetto per le comunità cristiane locali, favorendo la realizzazione delle due nuove chiese, quella di Santa Maria e quella del Quadrifoglio.
Abbiamo avuto grande rispetto delle realtà associazionistiche locali (culturali, sportive e di solidarietà) non cercando mai una relazione di “omogeneizzazione”, bensì di collaborazione e valorizzazione.
Ogni intervento urbanistico ha portato un interesse pubblico e l’azione è sempre stata rivolta alla città e non al singolo operatore.
Una comunità è da considerarsi tale se riesce a farsi carico dei cittadini più deboli, se è solidale, ed ecco la nascita del Centro socio educativo per disabili e del Centro diurno anziani. Servizi che nel corso degli anni hanno raggiunto punte di eccellenza. Servizi che sono nati su un’idea di città fruibile da tutti, anche e soprattutto dalle persone in difficoltà
Oggi vediamo invece una Amministrazione che preferisce investire sul superfluo anziché prendersi carico dei problemi di una città e dei suoi cittadini che non sono immuni dalla crisi economica che travolge l’Italia intera. Ci aspettavamo un bilancio che mettesse a disposizione qualche risorsa per aiutare le famiglie a fronteggiare ciò che sta accadendo.
E noi crediamo che le occasioni di “socialità” siano anche e soprattutto queste: una città che sa aiutare chi è più in difficoltà, che non volta la faccia di fronte al bisogno dei suoi cittadini. Le feste durano qualche ora, qualche giorno, ma non cambiano la sostanza delle cose. Sono le “ciliegine sulla torta”: se la torta c’è. A Garbagnate c’è: grazie al lavoro degli amministratori precedenti condotto con lucidità, equità e tenacia.
E’ fin troppo facile lavorare per imbellettare la città, quando gli interventi seri sono già stati effettuati da altri, con sacrifici e dedizione.
E nelle condizioni attuali, forse, una buona dose di sobrietà, come sollecitato dal Presidente della Repubblica nel discorso di fine d’anno e dal Cardinale di Milano nel pontificale di Sant’Ambrogio, sarebbe davvero opportuna.
Oggi ci troviamo invece di fronte a un’amministrazione che preferisce sperperare gli introiti degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente, anziché investire per opere durature.
Dire che le scuole di Garbagnate rischiano di essere come quella in provincia di Torino è assolutamente un falsità, poiché le strutture sono adeguate:gli interventi elencati nelle “precisazioni” non sono certo interventi strutturali, bensì di routine, normale manutenzione. Invece, a oggi l’unico atto realmente esistente per la realizzazione del polo liceale è il protocollo d’intesa sottoscritto dalla precedente amministrazione e lì rimasto: come affermato dall’assessore provinciale, con l’inerzia dell’attuale amministrazione è stata persa un’occasione storica per Garbagnate
Il dato reale è che a quasi due anni dalla nascita dell’amministrazione nulla si è ancora mosso per la città, e le delibere che sono state sottoposte al consiglio comunale sono la premessa di un’ulteriore e sconsiderata urbanizzazione della città.
Ci chiediamo: il Sindaco Marone, tornato in campo dopo più di vent’anni, non si ricorda dove era, mentre noi, amministratori di centro sinistra, governavamo? dove erano le persone che oggi si ergono a paladini di una pseudo-rinascita della città?
Pierpaolo Pioli
Chi ha vinto le elezioni oggi deve ancora dimostrare di saper governare, e cosa sa fare di meglio, se ne è capace.
Oggi i risultati sono realmente deludenti, non per il capogruppo del Partito Democratico o per noi che la nostra parte l’abbiamo fatta sotto gli occhi di tutti, ma per la città intera, che comunque ricorda, confronta, e sa ben giudicare.